Porta San Biagio (già Porta di sotto)

26/05/2026 | _n.2-2026

Sulla chiave di volta si trova uno stemma scolpito nel marmo che reca sulla porzione superiore l’immagine del vescovo San Biagio

di Alessia Felici

Chi percorre via di Mezzo nel centro storico di Sacrofano, andando verso sud, si troverà ad uscire da porta San Biagio (già Porta di sotto) e avrà di fronte il prospetto della chiesa patronale di San Biagio. Di contro, una volta scesi gli scaloni e voltandosi dando le spalle alla chiesa, ci si imbatterà nel prospetto di Porta San Biagio, un grosso portale a tutto sesto in bugnato di tufo a grossi blocchi ben squadrati. Sulla chiave di volta si trova uno stemma scolpito nel marmo che reca sulla porzione superiore l’immagine del vescovo San Biagio, con mitria e pastorale e nella porzione inferiore una scrofa “passante”, femmina perché riconoscibile dalle mammelle. Nel mezzo vi è una scritta orizzontale in stampatello che recita “PROCTETORE”, riferita al San Biagio, protettore degli scrofanesi simboleggiati dalla scrofa. Non sappiamo se lo stemma sia coevo alla porta ma nel Libro dei Consigli (1554-1576) (Archivio Storico Comunale di Sacrofano) sono riportati i contratti risalenti alla realizzazione per opere pubbliche, tra cui gli atti notarili per la realizzazione di Porta San Biagio, dove il notaio è un prete (prete Marcantonio Nello notario publico) e la realizzazione è ad opera della comunità rappresentata dai Massari. Nell’atto del 26 febbraio 1572 si dà incarico allo scalpellino Mastro Titta, abitante in Scrofano, per la progettazione e costruzione della “Porta Romana” de pietre lavorate a bungi. Segue poco dopo, il 27 aprile, l’atto notarile con i muratori magistros Franciscum del Grande et Vincenzum quondam Michelangeli muratores, artefici della realizzazione in pietra e pozzolana. Nonostante la pietra tufacea si stia lesionando in molte parti, sfaldandosi, la Porta mantiene la sua poderosa struttura a ricordo dei suoi 500 anni. Che maestranze d’eccellenza!

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