La compagnia si chiama “Teatro in piazza”, i loro spettacoli sono diventati appuntamenti che attirano molti spettatori
Come è noto il teatro popolare italiano nasce nelle piazze medievali, raggiunge il suo apice con la Commedia dell’Arte, si trasforma con Goldoni e continua ancora oggi come forma viva e partecipata. Allo sviluppo, anche in chiave moderna, hanno partecipato autori molto importanti, basti pensare a Dario Fo (Nobel per la letteratura 1997) ma anche ai lavori della famiglia De Filippo, cioè Peppino, Titina e il grande Eduardo. In realtà, il teatro di Eduardo ha necessità del palcoscenico, ma Stefano Camerino sta lavorando a un adattamento per la compagnia del Teatro in piazza. Ed è proprio un lavoro teatrale di Eduardo, “Sogno di una notte di mezza sbornia” che la compagnia sta provando in queste settimane. Stefano Camerino, attore di lungo corso, è quello che in gergo teatrale si definisce il capocomico, cioè l’attore principale, il regista, l’ispiratore delle scelte dei testi, e l’autore degli adattamenti. “Fare teatro in piazza significa abbattere la quarta parete, cioè il lato del palcoscenico rivolto verso il pubblico, che gli attori devono ignorare, in modo da creare un’illusione di realtà “dice Camerino “Nel teatro in piazza, invece, lo spazio aperto coinvolge il pubblico, istiga una interazione diretta, sembra favorevole all’improvvisazione, tanto tutto si svolge con disinvoltura e coinvolgimento”, prosegue Camerino.
“Recentemente abbiamo tenuto una replica in un teatro, al chiuso le luci del proscenio ci impedivano di vedere i volti del pubblico, e questo non è stata una bella esperienza”, dice ancora Camerino, che dal teatro viene, con alle spalle esperienze importanti come aver calcato le scene del Teatro dell’Orologio a Roma o aver partecipato a rappresentazioni a Pieve Santo Stefano, nell’ambito del Festival del Diario, uno degli appuntamenti più stimolanti del panorama culturale italiano, nato da un’intuizione di Saverio Tutino, evento rivelatosi via via negli anni sempre più incisivo sulla narrazione del rapporto tra i singoli e la storia, tra le collettività e il territorio. Trasferitosi a Sacrofano, Camerino ha poi recitato nei teatri di tutto l’hinterland di Roma Nord, andando in scena, tra gli altri, con testi di Moliere, De Filippo, Neil Simon, per poi, scegliere il teatro in piazza, – complice il periodo del lockdown che ha allontanato il pubblico dal chiuso dei teatri- nel solco, appunto, della storia del teatro italiano.
Con la compagnia “Teatro in piazza” di Sacrofano, ha messo in scena negli anni testi di Benni, Campanile, ancora De Filippo, fino a un testo di Plauto. E in questa avventura è stato seguito da Anna Barlassina, Cristina Pinti, Daniela Amodio, Roberto Fiochi, Alessandro D’Armini, e Gabriella Gandellini che lo ha motivato a promuovere questa esperienza artistica. Non resta che attendere il prossimo debutto, in pazza Diaz nel centro storico di Sacrofano, quest’estate.

