Ho scritto *t’amo* sulla pelle

25/09/2024 | La Professione

Sergio Messina *

Tatuaggio, da “Tatau”, parola polinesiana che significa segnare, incidere, decorare. È entrato a far parte delle culture occidentali ormai da anni, non che prima non fos­se presente, ma più in sordina, pratica spesso attribuita al malaffare, ancora oggi da alcune menti particolarmen­te conservatrici non vista di buon occhio. La pratica del tatuaggio guadagna popolarità grazie all’influenza del­la cultura pop, dei media e dei movimenti artistici che l’hanno portata a diventare un’espressione personale, un mezzo per raccontare storie o trasmettere significati indi­viduali; questa evoluzione ha decretato la sua accettazione sociale e alla considerazione del tatuaggio addirittura come una forma d’arte. Banalmente si è portati a pensare che chiun­que si sottoponga a questa pratica lo faccia per narcisismo, per un colpo di testa, un atto di ribellione, o più semplicemente per trasgredire. Ma dietro un tatuaggio ci sono moltissimi aspetti.

Disegnare su un foglio di carta o dipingere su una tela sono azioni unilaterali, l’artista ha un’idea e si adopera per espri­merla senza alcuna interferenza se non l’esperienza e il proprio vissuto per comunicare qualcosa che venga compreso o quan­tomeno interpretato. Nel tatuaggio la comunicazione è bilate­rale, c’è uno scambio, il cliente ha quasi sempre il desiderio di esprimere un qualcosa di profondo, un ricordo, un sentimento, un ideale, una paura, un amore, una rinascita, una conquista personale, qualcosa di bello ma a volte anche di brutto, un dolore che lo ha segnato e che a sua volta vuole imprimere sul­la propria pelle, un modo per segnare un cambiamento, come monito o semplicemente a memoria di quell’accadimento. In questo processo il tatuatore diventa più di un semplice esecu­tore, assume il ruolo di traduttore di sogni ed emozioni. Vedere rappresentata sulla propria pelle una parte di se stessi, esatta­mente come immaginata, a volte anche meglio, non ha prezzo. Quando il professionista osserva i propri clienti che vedono il tatuaggio appena eseguito spesso nota un’emozione e capisce se ha fatto un buon lavoro. E’ questo incontro di anime, in­chiostro e pelle, che definisce l’essenza romantica del tatuag­gio, un’arte che parla di legami, libertà, coraggio e bellezza, capace di raccontare storie, incise per sempre sulla pelle.

* Tatuatore professionista dal 1990

Ultimi articoli

Maurizio Bosco, il volontario

Attivo nell’Associazione Nazionale Carabinieri, Bosco è sempre presente durante le manifestazioni pubbliche, sia civili che religiose, organizzate nel territorio di Sacrofano, coadiuvando il corretto svolgimento degli eventi. Il suo punto di vista è chiaro: “Meglio...

Giuliana Stramacci, l’artista

Estroversa, non convenzionale, dipinge su tela, ma predilige il murales, ha portato la street art a Sacrofano. Le sue opere sono state censite dalla Regione Lazio che le considera buoni esempi di arte pubblica. Partecipa spesso a mostre collettive, viene invitata a...

Ferdinando Rutolo, il campione

Classe 1947, a Sacrofano dal 2007. È stato due volte campione del mondo di marcia, specialità per cui ha vinto un titolo europeo, ed è stato tre volte campione italiano. Nel 2012 gli è stata conferita la Stella al Merito Sportivo. Ha fondato il GDS K 42 nel 1978, che...

Il mito della lunga durata del governo

La storia italiana mostra che sono stati governi di breve o brevissima durata a realizzare le riforme più significative di Guglielmo Forges Davanzati, Unisalento Il governo Meloni si avvia al compimento del quarto anno e non fa mistero di considerare la sua lunga...

Tutti gli articoli