Discarica a Magliano? No, grazie

06/07/2025 | N.5/2025

La decisione del Consiglio di Stato rappresenta una vittoria per le comunità locali e le associazioni ambientaliste Il Consiglio di Stato ha bloccato la discarica di Magliano Romano con la sentenza n. 3997 del 9 maggio 2025, accogliendo le preoccupazioni del Comune e delle associazioni ambientaliste riguardo a gravi criticità ambientali e sanitarie legate al sito. Anche il Comune di Sacrofano si era mobilitato contro la discarica. La discarica si trova all’interno del Parco di Veio e in prossimità del bacino idrogeologico del Parco del Treja, aree di elevato valore ecologico e naturalistico. La sua ubicazione vicino a zone protette e a fonti di approvvigionamento idrico ha amplificato le preoccupazioni riguardo ai potenziali impatti ambientali e sanitari. La sentenza ha evidenziato un aumento significativo della concentrazione di fluoruri nelle falde acquifere rispetto ai dati precedenti all’attivazione della discarica. Questo incremento è stato ritenuto preoccupante per la salute pubblica e l’ambiente, soprattutto considerando la vicinanza a pozzi per l’acqua potabile. Non solo. Il Consiglio di Stato ha riscontrato l’assenza di un modello idrogeologico aggiornato e affidabile, necessario per comprendere l’estensione della contaminazione e la sua correlazione con l’attività della discarica. In sostanza, la sentenza ha annullato le deliberazioni regionali del 2016 e 2022 che autorizzavano deroghe fino al 300% sui limiti di inquinanti nei rifiuti conferiti e prevedevano l’ampliamento della discarica, ritenendole incompatibili con la tutela ambientale. Ma non finisce qui. A seguito della sentenza, l’Associazione Ecologica Monti Sabatini – No Discarica Magliano Romano ha inviato una diffida alla Regione Lazio, chiedendo la revoca dell’autorizzazione rilasciata nel 2013 per la gestione della discarica. La richiesta è stata indirizzata anche alle Procure di Roma e Tivoli, all’ISPRA, all’AUSL, alla Città Metropolitana di Roma, alla Commissione PETI del Parlamento Europeo e ai comuni limitrofi. In definitiva, si tratta di una vittoria significativa, che pone un freno a un progetto ritenuto incompatibile con la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

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