*Ciak,* si gira

01/09/2024 | Ciak si gira

Prima puntata

di F. D.

Dalla metà degli anni Cinquanta sono stati tanti i registi famosi che hanno scelto il paese per portare al cinema film girati qui. Parecchi anche gli attori che hanno recitato nelle varie piazze e vie del centro storico e non solo. Ve li raccontiamo tutti in due puntate.


Franca Valeri in “Gli onorevoli”, di Sergio Corbucci, 1963

Claudia Cardinale in “Un maledetto imbroglio”, di Pietro Germi, 1959

Era il 1952 quando il regista Pietro Germi rac­contava il brigantaggio e la “questione meri­dionale” nel film “Il brigante di tacca del lupo”, con un inusuale Amedeo Nazzari bersagliere. In una storia lontana (la pellicola è ambientata nel 1863) fatta di bersaglieri, garibaldini e brigan­ti si riconosce il suggestivo borgo medievale di Sacrofano. Così mentre il brigante incoraggia il popolo a ribellarsi al Regno d’Italia, ci accorgia­mo di essere in Largo Cardinal Gasparri oppure nel bel mezzo di un’esecuzione pubblica dove i corpi dei malcapitati penzolano da una por­ta antica nella quale riconosciamo l’accesso al borgo su via di San Biagio, con l’omonima chie­sa del XV secolo. Proprio nella chiesa dedicata al patrono del paese, nel 1957 il regista Dino Risi scelse il set per il matrimonio notturno tra Carmela ed Emilio (Dolores Palumbo e Peppino de Filippo) nel film “La nonna Sabella”, inter­pretata da un’indimenticabile Tina Pica e men­tre seguiamo le vicende immaginate a Pollena (NA), incontriamo in una sera d’estate Renato Salvatori e Sylva Koscina che si baciano in Viale Roma. Un anno dopo, nel 1958, proprio in un’o­steria di Viale Roma 14, si festeggiano le noz­ze tra donna Memma e Carlo (Titina de Filippo e Nando Bruno) in “E’ arrivata la parigina” di Camillo Mastrocinque. Quando arriva la “pari­gina” con la compagnia teatrale del capocomico Strettani (Mario Riva) presso un immaginario paesino di montagna, è facile riconoscere piazza IV Novembre con il suo monumento ai Caduti della grande guerra. Nel 1959 ritorna a Sacro­fano Pietro Germi per la scena finale e dram­matica de “Un maledetto imbroglio”, nella quale Assuntina, una giovanissima Claudia Cardinale, insegue disperata, per viale Roma l’auto della polizia che ha arrestato il suo fidanzato. E’ inve­ce nel 1961 che si scorge la Chiesa di San Biagio in una panoramica di Sergio Corbucci in “Totò, Peppino e la dolce vita”, parodia de “La dolce vita” di Federico Fellini. Ancora nel 1963 Ser­gio Corbucci nel film “Gli Onorevoli”, immortala Franca Valeri che affigge i manifesti elettorali in via di San Biagio dove è riconoscibile, sullo sfondo, la scalinata del settecentesco palazzo Placidi-Serraggi. Negli anni ’60 e precisamente nel 1967 non poteva mancare, per utilizzare un termine nato in ambiente romano ma entrato nel linguaggio corrente, il cosiddetto “musicarel­lo”, un sotto genere cinematografico utilizzato per lanciare i nuovi album musicali di giovani cantanti dell’epoca. Con la regia di Gianfran­co Baldanello in “Non mi dire mai goodbye” (di Tony Renis), piazza San Biagio è la protagonista dell’incipit e del finale del film. Nel 1969 ve­diamo transitare sempre per via di san Biagio una corriera sulla quale i cinque eroi del film drammatico “5 per l’inferno”, diretto da Gian­franco Parolini e ambientato nell’Italia del 1944, raggiungono la destinazione per una missione di spionaggio.

(Segue nel prossimo numero)

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