di A I
Per quattro ospiti vanno bene otto zucchine romanesche, ma dieci è meglio, come si diceva nella Roma antica “melius abundare quam deficere”. Lavatele, mozzate le estremità, e tagliatele a rondelle, dello stesso spessore, tre o quattro millimetri. Fate loro cadere dall’alto pizzichi di sale quanto basta ma da ambo i lati, poi deponetele senza sovrapporle in uno scolapasta e lasciate che sudino l’acqua. Nel frattempo, tagliate a striscioline un etto di prosciutto, grasso compreso, adagiatele in padella in cui averte tritato una bella cipolla e aggiunto un cucchiaio di olio d’oliva, meglio se di Sacrofano. Appena la cipolla rosola, aggiungete mezzo chilo di pomodori pelati. Quando il pomodoro è diventato sugo denso e profumato, aggiungete le zucchine, alzate la fiamma e mescolate. Le zucchine devono cuocere, non squagliarsi. Non appena le vedrete cotte, spegnete. Assaggiate il sugo, se è il caso ancora un pizzico di sale, ma certamente aggiungete pepe nero. Versate tutto nel piatto da portata e poi fategli piovere sopra una abbondante spruzzata di prezzemolo e basilico tritati. Che sia un secondo vegetale o un contorno, al palato dei vostri ospiti interesserà solo mangiarle di gusto.

