Siamo convinti che il Teatro Ilaria Alpi possa esprimere un cartellone stagionale e anche diventare una sala cinematografica con una vera e propria programmazione. Ecco uno dei film che ci piacerebbe vedere a Sacrofano.
di Riccardo Tavani

Un’auto con alla guida un uomo, e a bordo sua moglie e sua figlia adolescente, investe un animale. Il mezzo non funziona più bene. La famigliola riesce a raggiungere un’officina. Qui un addetto, non visto, riconosce la voce di quell’uomo, e il semplice incidente si sviluppa immediatamente in una vicenda maledettamente complicata. L’uomo, infatti, si è ritrovato improvvisamente davanti il proprio doloroso passato di prigioniero politico a lungo torturato. Un passato da seppellire, ma insieme a quell’uomo la cui voce lo rappresenta. Jafar Panahi, il regista di questo film, all’inizio della carriera è anche stato assistente di un altro grande regista iraniano, Abbas Khiarostami. Nel 1997 Kiarostami vince a Cannes la Palma D’oro con Il sapore della ciliegia. Anche lì protagonista è un seppellimento. Altrettanto maledettamente complicato. Un uomo vuole suicidarsi. Ha già scavato la buca dove si ammazzerà, ma cerca qualcuno che gli butti la terra sopra. La buca è protetta dalla gentile ombra di un alberello. Un alberello, ma completamente spoglio, lo troviamo in questo film di Panahi. È esplicitamente l’alberello nudo di Aspettando Godot, la celebre pièce teatrale di Samuel Beckett. Nel Sapore della ciliegia, dunque c’è un uomo che vuole seppellire il suo futuro. In Un semplice incidente, invece, due uomini e due donne vogliono seppellire il proprio passato. In piccolo è un’intera collettività: quella iraniana. Ma passato e futuro presentano alla coscienza un dilemma cruciale. Si riuscirà a spezzare la ciclica follia che induce chiunque è in superiorità di forza a decretare una vittima da sopraffare, anche se lui stesso ha subito e porta ancora i segni vivi della sopraffazione di quando è stato vittima? Palma D’Oro a Cannes 2025. Distribuzione Lucky Red. Durata 101 minuti.

