di Plutarco, in Vite parallele
Assediato Antonio dalle truppe di Cesare, si racconta che quella notte, l’ultima, quando la città di Alessandria era in assoluto silenzio e costernazione per il timore e la speranza di ciò che sarebbe accaduto, si udirono in crescendo gli accordati echi di molti strumenti e il chiasso di una gran folla con canti e balli satirici, come se passasse un’inquieta turba di Baccanti; che quella folla sembrò dirigersi dal centro della città verso la porta da cui si andava all’accampamento nemico; e che una volta varcatala, svanì quel tumulto felice, che era stato molto grande. Coloro che danno significato a cose del genere ritengono che fosse un segno indirizzato ad Antonio, il segno che Bacco, quel Dio al quale sempre ostentò di assomigliare e nel quale particolarmente confidava, stesse abbandonandolo.
Il meccanico di prossimità
Scrofanese doc, empatico e laborioso, Fabio Gregori è talmente appassionato del suo lavoro che se lo è portato a casa, nella sua aia, tra oche curiose e galline ruspanti. Per lui smontare e rimontare è una vera passione, i motori sono più gioie che dolori. In una...

