Tra mosca olearia e maltempo, raccolti ridotti e qualità in calo
di Simone Bianchini, agronomo
La stagione della raccolta delle olive nel nostro comune si avvia alla conclusione e, per molti, è come se non fosse mai davvero iniziata. Dopo un inizio incoraggiante, con una buona allegagione, che lasciava presagire un’annata generosa, la situazione è rapidamente cambiata. A mettere in crisi gli oliveti è stata soprattutto la mosca delle olive, che quest’anno ha trovato condizioni particolarmente favorevoli. Le infestazioni hanno danneggiato una parte significativa dei frutti, riducendo la produzione e compromettendo la qualità delle olive rimaste sane. A ciò si sono aggiunti alcuni episodi di maltempo estivi che, pur senza raggiungere livelli di eccezionalità, hanno ulteriormente compromesso i frutti in fase di accrescimento, favorendone la caduta prematura. Nel nostro territorio, dove la coltivazione dell’olivo è per lo più un’attività a carattere familiare e non sono presenti grandi realtà professionali, le conseguenze si percepiscono soprattutto nella quotidianità. Molti hanno raccolto poco o nulla; altri, scoraggiati, hanno rinunciato del tutto a entrare in campo. Anche la qualità dell’olio risulta inevitabilmente penalizzata: le olive danneggiate tendono infatti a ossidarsi più facilmente, dando origine a un prodotto meno profumato, con acidità più elevata e caratteristiche organolettiche inferiori. Rimane, però, la dedizione di chi continua a curare gli ulivi come parte del paesaggio e dell’identità del nostro comune, nella speranza che la natura possa offrire presto una stagione più generosa.


