Mancano marciapiedi e strisce pedonali, il trasporto pubblico va adeguato alle norme sulla sicurezza stradale

19/05/2025 | Problemi&Soluzioni

Non solo le fermate Cotral sulla Flaminia, nemmeno le 30 fermate del trasporto locale presenti sul territorio comunale sembrano conformi a quanto previsto dalle norme in vigore

di L B

Se l’efficienza del trasporto pubblico è uno dei fattori della qualità della vita di un comune, la sicurezza è il requisito fondamentale della sua efficienza. Anche in previsione della sospensione della linea ferroviaria tra Morlupo e Sacrofano la situazione del trasporto pubblico va rivista con urgenza. Sebbene molti percepiscano il problema non sembra esserci troppa sensibilità da parte di Cotral: ci sono fermate su via Flaminia, fuori quindi dal territorio comunale, ma su una strada molto frequentata da pendolari residenti a Sacrofano, grottesche per quanto pericolose, pensate e realizzate in evidente contrasto con qualsiasi normativa vigente oltre che col buonsenso e l’intelligenza. Anche il piano regionale della mobilità dei trasporti e  della logistica del 2020 riporta che una criticità legata alla sicurezza stradale riguarda la pericolosità delle fermate del trasporto pubblico extraurbano. Il fatto è che quasi nessuna delle almeno 30 fermate del trasporto locale presenti sul territorio comunale è conforme a quanto previsto dalle norme in vigore. Partiamo dall’aspetto normativo: il Codice della  Strada prevede che le fermate degli autobus debbano essere effettuate in modo da evitare che i passeggeri in salita o in discesa dai mezzi impegnino la carreggiata, diminuendo la capacità della strada e intralciando il traffico sulla stessa carreggiata. Il  suddetto  piano  riporta:  la  sicurezza  dei  pedoni  da  e  per le fermate del Trasporto Pubblico è una questione spesso sottovalutata sebbene sia molto importante, considerato che la maggior parte delle linee di trasporto extraurbane transita lungo arterie trafficate. Per questo motivo, è necessario  prevedere  misure adeguate, da implementare a valle di analisi di sicurezza, quali ad esempio: presenza di marciapiedi per ogni fermata dell’autobus; attraversamenti pedonali o semafori in prossimità di ogni fermata sulle strade principali; attraversamenti pedonali posizionati dietro la fermata dell’autobus e non davanti. È evidente che la conformazione del territorio, di fatto una serie ininterrotta di abitazioni o intersezioni che portano a piccoli agglomerati, impone la presenza di fermate frequenti, anche  in  punti  in  cui  oggettivamente è complicato pensare ad un marciapiede, oppure a una pensilina (non è prevista dalla legge ma aiuta in caso di pioggia) o ad un attraversamento pedonale in sicurezza ma è necessario che, al di là del buonsenso degli utenti della strada, su cui troppo spesso si fa affidamento, ci sia una presa di coscienza circa il problema. Un ineludibile punto di partenza dovrebbe essere la mappatura delle fermate sia quelle del servizio pubblico regionale che  quelle del  trasporto locale –  comunale –  oltre   a quelle degli scuolabus: individuare criticità, fermate particolarmente affollate, fasce orarie di particolare afflusso di utenti, abitudini rischiose, punti in cui la velocità delle auto in transito e la mancanza di visibilità o spazio a margine della carreggiata rende la situazione particolarmente pericolosa. Un contributo a tale screening potrebbe essere dato oltre che dagli utenti del servizio pubblico, dagli automobilisti oltre che dagli autisti stessi dei mezzi. È un tema, questo che non riguarda solo i fruitori di mezzi pubblici, che lo vivono sulla loro pelle, ma gli utenti della strada tutti. Che poi sono i cittadini del Comune.

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