Il Genio disse al pescatore che lo aveva liberato dal boccale di rame giallo: «Sono uno dei geni eretici e mi ribellai a Salomone, figlio di Davide (che la pace sia con entrambi). Fui sconfitto; Salomone, figlio di Davide, mi ordinò di abbracciare la fede di Dio e di obbedire ai suoi ordini. Rifiutai; il Re mi rinchiuse in questo recipiente di rame e impresse sul coperchio l’Altissimo Nome, e ordinò ai geni sottomessi di gettarmi in mezzo al mare. Dissi in cuor mio: “A colui che mi darà la libertà darò inesauribili ricchezze”. Ma passò un secolo intero e nessuno mi dette la libertà. Allora dissi in cuor mio: “A colui che mi darà la libertà, rivelerò tutte le arti magiche del mondo”. Ma passarono quattrocento anni e io restavo in fondo al mare. Dissi allora: “A colui che mi darà la libertà, soddisferò tre desideri”. Ma passarono novecento anni. Allora, disperato, giurai, per l’Altissimo Nome: “A colui che mi darà la libertà, darò la morte”. Preparati a morire, mio salvatore».
(Mille e una notte, notte 3).
MILLE E UNA NOTTE – Celebre raccolta novellistica in arabo, resa nota in Europa attraverso una libera traduzione francese al principio del sec. XVIII, e pubblicata nel testo, o più esattamente in alcune redazioni del testo fissate soprattutto in Egitto sulla fine del Settecento, nella prima metà del sec. XIX.
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