Un’opera databile alla fine del Quattrocento nel cuore del borgo medievale
di Alessia Felici
Incastonato al centro del tamburo dell’abside della Chiesa di San Giovanni Battista si trova un pregevolissimo tabernacolo in marmo, dorato e dipinto, in chiaro stile rinascimentale. La scritta “HIC EST PANIS QUI DE CAELO DISCENDIT” ricorda che all’interno è custodita l’ostia consacrata. Tra i numerosi simboli scolpiti lateralmente sulle paraste e annessi al martirio di Cristo, in basso nella zona centrale appare anche lo stemma D’Aragona-Orsini (Gentil Virginio Orsini D’Aragona) che daterebbe l’opera alla fine del Quattrocento. Lo stile e la manifattura del tabernacolo lo legano strettamente ad una serie di tabernacoli di committenza Orsiniana presenti ancora in varie chiese del territorio appartenenti un tempo al Ducato di Bracciano. Possiamo ricordare quello presente nella chiesa di San Michele a Formello o quello nella chiesa di Santa Maria Assunta a Trevignano. Ma vi è ancora un altro elemento che aggiunge un dettaglio significativo al nostro tabernacolo, una collana scolpita in bassorilievo che circonda lo stemma nobiliare, costituita da conchiglie alternate a fiocchi annodati, da cui pende un particolare amuleto, visibile solo a luce radente: l’immagine dell’Arcangelo Michele che schiaccia il drago. Si tratta del simbolo inconfondibile dell’Ordine di San Michele. Fondato nel 1469 da re Luigi XI nel castello di Amboise l’ordine cavalleresco nasce per la difesa della Fede e del Regno. Fu istituito per rivaleggiare con l’Ordine del Toson d’Oro (inglese, fondato nel 1430 da Filippo III di Borgogna) e fu dedicato all’Arcangelo Michele, per aver accordato la sua protezione al regno contro gli inglesi durante la guerra dei Cent’Anni e considerato ancor oggi il protettore di Francia. I cavalieri che ne facevano parte erano legati al re di Francia da una rete di fedeltà, simbolicamente rappresentata dal collare qui rappresentato.


