È questo il significato del Piano di assetto ambientale, vero e proprio piano regolatore varato recentemente dal Parco di Veio
di M F

Giorgio Polesi, presidente del Parco di Veio

Danilo Casciani, direttore del Parco di Veio
Il 23 ottobre scorso, GiorgioPolesi e Danile Casciani sono stati, il primo nominato presidente, il secondo riconfermato direttore del Parco di Veio, di la cui sede è ufficialmente ospitata a Sacrofano. Il Parco di Veio copre un’area di 15.000 ettari, una cosa come 150 chilometri quadrati: siamo nell’area dell’Agro Veientano, che si estende tra la via Flaminia e via Cassia. Di questa vasta porzione di territorio gestito dal Parco, 7.000 ettari sono situati nel XV Municipio della Capitale, mentre la maggior parte della sua competenza riguarda, oltre Sacrofano, i comuni di Campagnano, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Morlupo e Riano. Il Parco di Veio è a tutti gli effetti una vera e propria cintura verde, che ha arrestato il fenomeno dell’abuso edilizio e della conseguente gentrificazione, per diventare un polmone che protegge dall’inquinamento dell’aria, alimenta il microclima e protegge la biodiversità. “La legge sull’istituzione del parchi risale al 1997”, dice Casciani “e se molti cittadini negli anni sono venuti a vivere in questi territori lo si deve all’opera di tutela della flora e della fauna, il lavoro svolto con cura dalle donne e dagli uomini che operano per questa istituzione regionale”. “Parallelamente – sostiene Giorgio Polesi, neopresidente del Parco – attribuiamo grande valore alla conoscenza e alla fruizione consapevole del patrimonio naturale e culturale del parco. In questo ambito, – aggiunge – un ruolo decisivo è svolto dai nostri programmi educativi rivolti alle scuole e al pubblico più giovane: attività didattiche, laboratori, escursioni guidate e lezioni svolte in aula e sul campo dal personale esperto permettono di trasmettere i principi della sostenibilità, della tutela ambientale e del rispetto del territorio. Il Parco di Veio dipende dalla Regione Lazio, tanto più che è il quarto parco per dimensioni e importanza nella regione. In senso generale, si può dire che 100 chilometri di sentieri, 30 chilometri della via Francigena, oltre alle aree archeologiche, le necropoli etrusche, borghi medievale e ville romane sono complessivamente una forte attrattiva per il turismo culturale ed ecologico. Che tipo di sinergie sono possibili con il Comune di Sacrofano, chiediamo a Casciani. “Stiamo lavorando per la valorizzazione dell’agro-alimentate e dei prodotti tipici, che hanno bisogno di incentivi per rimettersi in moto”. Che benefici sono previsti per i cittadini dal Piano di Assetto ambientale? “Abbiamo contribuito a rendere agibile al trekking i sentieri di Monte Musino. E tolti i vincoli sul Borgo Medievale, in modo di snellire le procedure di manutenzione e ristrutturazione degli immobili, a tutto vantaggio dei residenti ma anche dell’accoglienza turistica in tutte le sue forme”. Da ultimo, Casciani conferma il via libera definitivo del Parco al progetto della rotonda all’incrocio tra la via Sacrofanese Cassia e la via Flaminia, per rendere più sicuro e agevole il traffico, sia pubblico che privato, in entrata e in uscita dal paese. Questi primi passi dovuti al nuovo Piano di assetto ambientale, una sorta di piano regolatore, sono importanti. La questione che poniamo è come essere più ambiziosi, perché oltre la conservazione del patrimonio ambientale si sviluppi la sperimentazione che individui come portare a valore questo patrimonio naturale. Il tema è come fare dell’ambiente non solo un luogo di contemplazione e di benessere psicofisico. In altri termini: è possibile ipotizzare promozione e messa in rete di esperienze di agricoltura biologica, di economia circolare, di allevamento sano, di produzione di energia solare, di turismo responsabile? È possibile attirare e poi diffondere esperienze e conoscenze nell’agroalimentare? È possibile una sinergia tra il Parco di Veio, il Comune di Sacrofano, l’Università Agraria e Università degli Allevatori di Bestiame, per fare sistema, coinvolgendo anche i Comuni limitrofi? Sulla spinta del Parco, tutti i soggetti interessati possono essere una risorsa a tutto vantaggio delle comunità interessate, e non semplicemente portatori di obblighi verso i cittadini.

