Un decreto del Ministero della Cultura assegna al Comune oltre 15 mila euro per l’acquisto libri
Una vera è propria boccata di ossigeno che premia la perseveranza di un Comune che resiste al predissesto. Senza contare che il decreto del Mic suona come riconoscimento del valore sociale e civico della Biblioteca di Sacrofano. È l’occasione per ricordare che la lettura non è solo un sano passatempo, ma anche il vero strumento di apprendimento e aggiornamento culturale, utile all’esercizio della cittadinanza attiva. I libri forniscono consapevolezza dei problemi e delle opportunità per affrontarli, sono le vitamine della democrazia, sono l’unico antidoto al sentito dire, forniscono strumenti di critica alle scorciatoie, alla propaganda, al conformismo. Una biblioteca pubblica trova la sua utilità sociale nel fornire libri gratuitamente o con abbonamenti annuali assolutamente vantaggiosi. Per chi studia, una biblioteca pubblica è un vero e proprio fattore di welfare, che abbatte il costo alto dei libri di testo per chi deve fare un esame, un concorso. Per chi lavora, i manuali sono strumenti di aggiornamento e autoformazione, attività vitali di fronte ai rapidi cambiamenti nel modo del lavoro, delle professioni. Più in generale, la biblioteca pubblica contribuisce alla diffusione di idee, analisi, teorie, esperienze con le quali partecipare al discorso pubblico, arricchendone il dibattito e il confronto. Viviamo in un’epoca di tali cambiamenti che è sempre più forte la necessità di capire che sta succedendo e agire di conseguenza. Sono proprio questi i motivi per cui torniamo con insistenza sulla necessità vitale di compilare un catalogo e metterlo a disposizione di tutti. D’altro canto, non può essere ulteriormente rimandata la decisione di collegarsi alle piattaforme offerte dalla Città Metropolitana e dalla Regione Lazio, per fornire un servizio di prestito all’altezza delle richieste dei lettori.

