Un viaggio ricco di sorprese nella storia, nelle tradizioni e nelle radici comuni che uniscono Italia e Romania.
di Cristina Cotarta
Sapevate che l’Arco di Costantino, il più grande arco di trionfo di Roma, rappresenta insieme alla Colonna di Traiano un punto di riferimento essenziale per la storia e l’identità dei romeni? È questo il significato profondo del progetto culturale “Dalla Colonna Traiana al Baule del Corredo – Tradizione e Identità Nazionale” che tra maggio e giugno 2026 animava la Capitale con una serie di eventi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale romeno e al dialogo interculturale. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza di un legame storico che affonda le proprie radici nell’eredità della civiltà romana. Un rapporto che ancora oggi si riflette nella lingua, nelle tradizioni e nella sensibilità culturale dei due Paesi. Non a caso, il simbolo scelto per rappresentare il progetto è la Colonna Traiana, monumento che racconta l’incontro tra Roma e l’antica Dacia, territorio da cui trae origine il popolo romeno. Un messaggio particolarmente significativo in una città come Roma e provincia, dove vive una delle più importanti comunità romene d’Europa. Con oltre un milione e duecentomila cittadini residenti in Italia, la presenza romena rappresenta infatti una componente stabile e integrata della società italiana, contribuendo alla vita economica, sociale e culturale del Paese. Cuore del progetto è stata la mostra allestita presso la Casa del Municipio Roma IV “Ipazia di Alessandria”, realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Bran. L’esposizione raccontava la storia della “Ia”, la tradizionale camicia femminile romena, riconosciuta dall’UNESCO nel 2022 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Più che un semplice indumento, la “Ia” rappresenta un patrimonio di conoscenze tramandato di generazione in generazione. Ogni ricamo custodisce simboli, significati e racconti che parlano dell’identità di una comunità, del rapporto con la natura e della dimensione spirituale della vita quotidiana. Un sapere artigianale che continua a vivere grazie alle donne che ne hanno preservato le tecniche e i significati nel corso dei secoli. Il progetto ha dedicato, inoltre, ampio spazio alla riflessione culturale e accademica. Studiosi provenienti da Italia, Romania e Repubblica di Moldova si sono confrontati nel convegno “Un filo che attraversa i secoli”, approfondendo temi legati alle migrazioni, all’identità e alla continuità culturale, in un dialogo che rafforza la cooperazione tra istituzioni e mondo della ricerca. Più che una rassegna culturale, l’iniziativa si propone come un messaggio di convivenza e di pace. In un’Europa chiamata a confrontarsi con sfide sociali e identitarie sempre più complesse, la cultura viene proposta come strumento di conoscenza reciproca e di costruzione di legami duraturi tra le comunità. “Dalla Colonna Traiana al Baule del Corredo” diventa così un simbolo di fratellanza tra due popoli che, pur appartenendo a realtà diverse, continuano a riconoscersi nelle stesse radici e negli stessi valori. Un filo che attraversa i secoli e che oggi, attraverso la cultura, continua a unire Roma e la Romania.

Cristina Cotarta indossa la “la”, tradizionale camicia femminile romena, riconosciuta dall’UNESCO nel 2022 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

