
A quanto ci risulta, la conferenza dei servizi ha autorizzato l’installazione dell’antenna per la connessione del 5G in un terreno privato, grazie ai fondi PNRR, a Monte Caminetto, la località più popolosa del territorio del Comune, oltre che lembo estremo a nord di Roma Nord. A molti il traliccio è sembrato uno sfregio del panorama. Vero. Come lo furono nel tempo, prima dell’istituzione del Parco di Veio, vero contraccettivo degli amorosi sensi tra piani regolatori e licenze edilizia, quei facili costumi della lottizzazione, che spesso da abusiva è stata “poi sanata”, – tipo matrimonio riparatore – con la conseguente nonché tardiva installazione delle infrastrutture per la distribuzione dell’elettricità, dell’acqua e delle fognature, vale a dire la cosiddetta urbanizzazione, quell’insieme di servizi che rendono pienamente godibili gli immobili, dando loro il valore di mercato desiderato. Adesso sembrerebbe toccare al 5G rendere ancora più eccitante il prezzo al metro quadro. Perché succede sempre che il valore immobiliare sia il solo parametro di misurazione della qualità dell’abitare. È il capitalismo, bellezza!

