Sulla sicurezza i conti non tornano, proprio come chi esce la mattina per andare al lavoro e non torna a casa
di Piero Santonastaso
Da mesi cercano di convincerci che la sicurezza sul lavoro sia aumentata, in virtù della diminuzione degli incidenti mortali. Ci si fa forti dei report mensili dell’Inail, dimenticando sempre di specificare che l’istituto fa i conti sui suoi assicurati. Significa che dalle statistiche spariscono le categorie non assicurate (“robetta” come, ad esempio, i vigili del fuoco e i lavoratori in divisa), che assommano a oltre 4 milioni di occupati e che ovviamente non vengono presi in considerazione i lavoratori in nero e i cosiddetti “invisibili” (leggi immigrati irregolari) impiegati soprattutto nei campi e nei cantieri edili. A tenersi bassi parliamo di altri 2 milioni di lavoratori. Ne consegue che le cifre ufficiali non sono veritiere, anche per un altro piccolo particolare: nei report che Inail diffonde sono considerate soltanto le denunce ricevute, il primo passo di una pratica assicurativa che potrebbe anche essere respinta. Sull’esito delle denunce, comunque, mancano dati ufficiali.
I numeri raccolti dal sottoscritto sulle pagine Facebook e Instagram “Morti di lavoro” raccontano una storia diversa. Ad aprile 2026 (ultimo report disponibile), Inail conteggiava per il Lazio 24 vittime del lavoro, mentre a noi ne risultavano 32 – tutti raccolti attraverso le notizie di cronaca – con una differenza assoluta di 8 morti e una in percentuale del 33,3%. Volendo tracciare un quadro più aggiornato, al 21 giugno i deceduti nel Lazio sul posto di lavoro o in itinere sono stati 46, cioè 10 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento percentuale del 27,7%. L’incidenza percentuale, cioè le vittime ogni 100.000 occupati, sale nella regione da 1,4 del 2025 a 1,9 dell’anno in corso. La provincia peggiore è quella di Frosinone, con 14 morti (+4) e un’incidenza passata da 5,7 a 8. Seguono Latina (8 morti, da 2,3 a 3,8), Rieti (2 morti, da 1,6 a 3,3), Viterbo (4 morti, da 0 a 3,14), e Roma (18 morti, da 1 a 0,9). L’incidenza regionale sale da 1,4 a 1,9 vittime per 100.000 occupati. Però non fanno altro che raccontarci che le vittime diminuiscono e la sicurezza aumenta.

