Ecco alcuni aggiornamenti in merito alla riorganizzazione sul nostro territorio
di L B
In merito alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale su gomma, entrata in vigore dal 1° luglio, ecco una dichiarazione rilasciataci da Patrizia Nicolini.
“Il nuovo assetto del trasporto pubblico locale rappresenta una trasformazione significativa, voluta dalla Regione Lazio, e come ogni trasformazione porta con sé, soprattutto all’inizio, inevitabili disagi. Va però detto – continua la sindaca – che è una situazione provvisoria e che il quadro è in continua evoluzione, proprio perché alcune migliorie sono già state introdotte e altre saranno recepite nei prossimi giorni. Noi – conclude Nicolini- saremo accanto ai cittadini, raccoglieremo le loro segnalazioni e continueremo a pretendere le modifiche necessarie, affinché Sacrofano possa avere un servizio dignitoso e adeguato alle esigenze del territorio.” A complicare il quadro della situazione, ci si mettono i lavori in corrispondenza del ponte ferroviario, il servizio ferroviario urbano è attivo solo sulle tratte Montebello-Saxa Rubra e Acqua Acetosa-Flaminio. Risultano, infatti, temporaneamente chiuse le fermate di Campi Sportivi, Monte Antenne, Tor di Quinto, Due Ponti e Grottarossa; nel tratto interdetto è comunque attivo un servizio di bus sostitutivi. Non il massimo in un’estate torrida, ma interventi che si spera siano propedeutici a un miglioramento del servizio per la ripresa delle scuole a settembre. La tutela del diritto alla mobilità sembrerebbe di stringente attualità nel nostro territorio. Come è noto, il trasporto pubblico locale è disciplinato soprattutto dal decreto legislativo n. 422 del 1997, che attribuisce alle Regioni e agli enti locali la programmazione e l’organizzazione dei servizi. Inoltre, il diritto dell’Unione europea prevede gli obblighi di servizio pubblico, che consentono alle autorità di finanziare e imporre servizi di trasporto anche quando non sono economicamente redditizi, proprio per garantire esigenze sociali e territoriali. Negli ultimi anni si discute sempre più della possibilità di riconoscere il diritto alla mobilità come un vero e proprio diritto sociale fondamentale, anche in relazione alla transizione ecologica e alla lotta alle disuguaglianze territoriali. Il Comitato economico e sociale europeo, ad esempio, ha proposto di considerare la mobilità un diritto individuale e un bene pubblico, ponendo il trasporto pubblico al centro delle politiche europee.


