Non la guerra in Iran ma scalfire la roccia

25/05/2026 | _n.2-2026

In attesa che il Teatro Ilaria Alpi da spazio diventi un luogo anche per il cinema, segnaliamo un film che ci sarebbe piaciuto fosse proiettato a Sacrofano.

di Riccardo Tavani

Sara Shahverdi appears in Cutting Through Rocks (اوزاک یوللار) by Sara Khaki and Mohammad Reza Eyni, an official selection of the 2025 Sundance Film Festival. Courtesy of Sundance Institute | photo by Sara Khaki.

La vicenda al centro di Scalfire la roccia, della coppia Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, si svolge lontano da città e siti industriali bombardati. Riguarda uno sperduto villaggio rurale, con le strade bianche sterrate, nel nord-ovest del Paes. Un film quanto mai reale, di elevata qualità cinematografica, senza un filo d’intervista, tutto in presa diretta audio e video. Qui vive Sara Shahverdi, ostetrica, motociclista, divorziata, paladina della quotidianità delle sue compaesane contro la prepotenza anche spicciola di fratelli e mariti di spogliarle dei loro beni e diritti. Tra tutti i candidati maschi, lei, unica donna, riesce a farsi eleggere con il maggior numero di voti nel consiglio comunale. Intensifica le sue battaglie. Subito fa arrivare le ruspe per sistemare le strade, portare il gas in tutte le case, e intensifica la sua battaglia contro l’imposizione del matrimonio alle  ragazzine, a volte neanche adolescenti. Una di queste se la prende in casa e le insegna l’arte della maieutica, dell’ostetricia, e a guidare la moto. Di fronte al successo delle sue iniziative pratiche e al consenso sempre maggiore anche tra i maschi, viene sferrata contro di lei una controffensiva diretta, sulla persona, addirittura sulla sua sessualità, costringendola a umilianti visite mediche. E qui capiamo quanto una guerra non possa minimamente cambiare un radicamento mentale, culturale, di costume patriarcale. Solo l’opera di dedizione quotidiana nello scalfire la roccia, di migliaia di donne in ogni angolo del vasto Iran, è in grado di penetrare sotto la pelle di quelle menti imbiancate come sepolcri, sterrate, dissestate come le strade che però Sara e le sue ragazze dimostrano di potere affrontare. Candidato all’Oscar 2026 come Migliore Documentario. Distribuzione Wanted Cinema. Durata 95 minuti.

 

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