Quando si cucinava in *quarantena*

20/10/2024 | Le Iniziative

La nascita di una pagina social quando non si poteva uscire di casa. Numeri incredibili, condivisione del cibo, ricette, partecipazione. Ancora oggi.
di E. T.

Il terrore navigava a vista. Accadde tutto all’improvviso. Le im­magini sconvolgenti dei camion dell’eser­cito pieni di cadaveri, i bollettini ovunque che una volta c’era la guerra, amici e cono­scenti negli ospedali, giorni pieni di pau­ra chiusi in casa. Per non pensarci più di quanto ci obbligavano a fare, c’era chi giocava al computer, chi videochiamava gli amici, chi pro­vava a leggere o a vedere un film ma in realtà era di cose semplici che avevamo tanto bisogno. Per questo, Valerio Ciucci, titolare dell’attività “Viti e cornici”, scrofanese doc come Carmelo Darida e Monia Ciarlantini, pensarono a una pagina Facebook chiamata “Cucinando in quarantena” e oggi diventata “Cuochi allo sbaraglio”. Un’idea sempli­ce, generosa, che ha fatto i botti come si dice, tanti sono diventati i partecipanti. Ogni persona iscritta, ovviamente gratis, postava un qualsiasi piatto di una qualunque ricet­ta. Se non è il cibo a rappresentare la condivisione, d’al­tronde, quale altro argomento potrebbe riuscirci. Da qui, commenti, consigli, domande, scambio di informazioni e più che altro “leggerezza” tutti insieme e pure appassiona­tamente. Impossibile far mancare premi messi a disposizio­ne anche da alcuni ristoranti del posto ch, causa chiusure obbligate, certo non se la passavano bene. Una sorta di investimento a costo praticamente zero come a dire “non scordatevi di noi”. Con tanto di buoni pasto e incremen­to dell’unica cosa possibile: l’asporto. Una sorta di podio. Il piatto più gustoso, l’impiattamento e il numero di like. Succedeva una volta alla settimana, ed era il grande even­to con centinaia di persone (più di quattromila iscritti alla settimana!) collegate anche dai paesi limitrofi, ma anche negli altri giorni la partecipazione era attenta, numerosa ventiquattro ore su ventiquattro. Ricette di persone che magari nemmeno, almeno prima, sapevano cucinare un uovo. Ma c’era voglia di stare insieme. Di pensare il meno possibile. Di scoprire piatti tradizionali e non solo. La cosa bella, una delle tante, è che finito il periodo buio, sono ri­maste amicizie, finalmente anche fisiche, e si sono organiz­zate tavolate di cinquanta persone nei locali che con grande partecipazione avevano contribuito attivamente mettendo appunto a disposizione i premi per i tantissimi iscritti a “cu­cinando in quarantena”. Racconta oggi, Valerio: “A volte mi fermano per strada e invece di chiedermi se ho la vernice ics o gli attrezzi ipsilon sono quello della pagina di cucina Facebook ai tempi del covid”.

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