Perché è una buona idea una soglia di esenzione per l’addizionale comunale

28/11/2025 | _n.8-2025

Una proposta a beneficio del principio della proporzionalità alla capacità contributiva

I lavoratori dipendenti e i pensionati ogni mese in busta paga trovano una trattenuta, denominata addizionale Irpef. Sono due voci, che si sommano e sono collegate all’Irpef principale, cioè alle tasse proporzionali sul reddito. Una delle addizionali è destinata alla Regione, infatti è definita addizionale regionale, l’altra al Comune, ed è appunto l’addizionale comunale. È un contributo che serve a dare autonomia finanziaria agli enti locali e dovrebbe permettere a Regioni e Comuni di finanziare i servizi, cioè la sanità, i trasporti, la scuola, la manutenzione delle infrastrutture.

Per quanto riguarda la Regione Lazio esiste un meccanismo di proporzionalità: si paga l’1,73 % per redditi fino a 15.000 euro; il 3,33 % per redditi superiori a 15.000 euro.  È poi prevista una detrazione di 60 euro per chi ha reddito fino a 35.000 euro.

Il Comune di Sacrofano applica lo 0,80%, come tutti i comuni della Città Metropolitana di Roma. Il fatto è che non tiene conto delle fasce di reddito e quindi risulta un’imposta senza proporzionalità. Sarebbe utile, invece, che per i redditi più bassi si prevedesse almeno una soglia di esenzione. Per esempio, sul modello del Comune di Roma, dove il tributo non è dovuto per i redditi imponibili fino a 14.000 euro.

È vero che il Comune di Sacrofano è ancora in predissesto per via dei noti avvenimenti che sottopongono le finanze comunali al vaglio semestrale della Corte dei conti. Tuttavia, bisogna tenere conto che nel 2024 il tasso di occupazione in Italia tra i 15 e i 64 anni è stato pari al 62,2 per cento: siamo ultimi in Europa e oltre 8 punti percentuali sotto la media. Quello delle donne si è fermato al 53,3 per cento: dodici punti sotto la media e sempre ultimi. E tra le ragazze con età compresa tra 15 e 29 anni si scende addirittura al 29,1: quasi la metà della media e ancora ultimi. A queste cifre, va aggiunta la considerazione che gli stipendi in Italia sono comunque i più bassi dell’Ocse, il che li ha esposti senza difese dall’aumento della vita provocato dall’inflazione.

Anche le pensioni, su cui gravano mensilmente le addizionali comunali, soffrono di inferiorità rispetto alla media europea. È facile, anche in assenza di dati precisi, immaginare che questo quadro riguardi anche una parte dei cittadini-contribuenti di Sacrofano.

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