Nel marmo, la storia

29/11/2025 | _n.8-2025

Il fonte battesimale della Chiesa di San Biagio è di pregevole manifattura tardo quattrocentesca
di Alessia Felici

Quando si entra nella chiesa di San Biagio lo sguardo è attratto dalla serie di arcate che dividono le navate laterali da quella centrale con un ritmo regolare ed elegante e a seguire, dal soffitto ligneo a cassettoni, dorato e dipinto, ancora meraviglioso nella sua decadenza. Quasi nessuno si sofferma nelle prime cappelle d’entrata. Proprio nella prima cappella di sinistra, disposto al centro della piccola conca absidale e tale da confondersi con il suo stesso colore, si trova una delle più prestigiose ed eleganti opere d’arte conservate nel nostro paese, il fonte battesimale. Completamente realizzato in marmo (il coperchio in bronzo è opera moderna, dono di un devoto a San Biagio) è costituito da una conca ovale che ricorda un bacile, sostenuta da una tozza colonna il cui basamento è di raffinata e pregevole manifattura tardo quattrocentesca.

A sorreggere e sostenere anche simbolicamente il fonte battesimale sono proprio gli “Orsini”, qui chiaramente scolpiti nell’aspetto di orsi che fanno da guardiani ai quattro punti cardinali, “Urbi et Orbis”. Il cartiglio sul fronte recita, in un latino abbreviato, “Fos battismatis et vite eterne”. Ma se si osserva il profilo della conca si notano tre piccoli stemmi, chiaramente identificabili e potentissimi nel loro significato: una scrofa, chiaramente femmina, dalle numerose mammelle bene in vista, simbolo del paese di Scrofano e della sua origine; un albero di quercia bene identificato per i frutti, le ghiande e le radici ben radicate a terra, emblema della “famiglia della Rovere” e lo stemma Orsini, riconoscibile dalla rosa a cinque petali sul campo superiore e le fasce diagonali in quello inferiore, con al centro, nella banda, l’anguilla, che rimanda agli “Anguillara”. Simboli efficaci nella loro semplicità e proprio per questo chiari e potenti, riconoscibili per chiunque li osservasse. Simboli che gli “scrofanesi” del XVI e XVII secolo conoscevano bene perché associati al comando e alle origini. Questo mirabile oggetto, intenso e sacro nel suo significato intrinseco, lasciapassare per la redenzione e la salvezza delle anime, fu dono di due potenti famiglie alla comunità di Scrofano. Si tratta degli Orsini e dei Della Rovere, nello specifico, trattasi di Giovan Giordano Orsini, Duca di Bracciano, sposo in seconde nozze con Felice della Rovere, figlia di Papa Giulio Secondo Della Rovere. Il fonte battesimale fu realizzato per la chiesa di San Giovanni Battista e ne consacra nel suo aspetto tutta la devota potenza e raffinatezza. Solo, in seguito, fu portato a San Biagio.

 

Ultimi articoli

La solidarietà in cammino a Sacrofano

Ha avuto successo la VI edizione di Run4Hope che si è tenuta lo scorso 19 aprile Si sono dati appuntamento a Monte Sarapollo, presso gli impianti sportivi, da cui parte il sentiero attrezzato dal Comune che attraversa il bosco di Monte Musino, per arrivare a Pratarina...

Cinzia Venditti

È capogruppo di TekneKo, la società che gestisce la raccolta differenziata a Sacrofano. Risponde direttamente al direttore e ha la responsabilità operativa dei suoi 16 colleghi che ogni giorno vanno su e giù per le vie comunali a raccogliere i mastelli della...

Matteo Staffoli

Studente, lavoratore, sportivo, Matteo è in procinto di trasferirsi a Londra. Grazie al programma Erasmus+, il corso di laurea in Scienza Politiche potrebbe avere una marcia in più, in vista di un futuro professionale. Nel frattempo, lavora, e gioca a calcio, come...

Costanza Nanni

un diploma di scuola superiore, un buon eloquio, è una giovane donna, persona volitiva, dotata di empatia che la rende efficiente sul lavoro. È evidente che fare la cameriera è un impiego di passaggio; tuttavia, si fa ben volere perché sa gestire con garbo quelle...

Tutti gli articoli