di Francesco Antonio Bancone
[…] Arrivati a Cefalonia ci trovammo, così, in piena guerra. I soldati tedeschi che fino a pochi mesi prima erano come nostri fratelli, ora erano i nostri potenziali assassini. Durissimi furono i momenti successivi. La nostra guarnigione lottò disperatamente per giorni e le perdite di vite umane e di amici furono immense. Cercammo l’alleanza con l’esercito greco ma i tedeschi ebbero il sopravvento su di noi. Venimmo divisi tra soldati semplici ed ufficiali e capimmo che il nostro destino sarebbe stato vicino alla fine. Nei giorni successivi venimmo a sapere di ufficiali di un altro presidio della Acqui che erano stati fucilati. Non avremmo atteso a lungo anche noi! E così fu! […] (Alunno della III media, sez. A dell’IC Pitocco plesso di Sacrofano. Francesco è nipote di Ugo Serata).
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