di Alessia Felici

Entrando nella Chiesa di San Biagio, in fondo alla navata destra, sopra la porta di un ambiente della chiesa che conserva varie suppellettili ed arredi liturgici, si trova un dipinto su tela, troppo alto per lo spazio in cui è stato relegato.
Il dipinto proveniva dall’Oratorio del Suffragio (anche detto “Oratorio Placidi”) a Sacrofano, oggi conosciuto come “teatro Parrocchiale”. L’edificio nasceva come cappella del palazzo Placidi-Serraggi antistante. Fu fondato da Placido Placidi, insieme al palazzo, nei primissimi anni del 1700 con la funzione di sede della Confraternita del Suffragio che aveva lo scopo di soccorrere e fare beneficenza ai poveri di Sacrofano, come denunciano la presenza di numerosi Oratori nascenti a Roma negli stessi anni.
All’interno sul soffitto era riportato in legno dorato lo stemma Chigi.
Da qui proveniva la tela dell’altare maggiore che fu poi portata a San Biagio.
La tela è di mirabile resa pittorica, eseguita con grande freschezza e facilità di mano.
Rappresenta la Vergine col Bambino invocati da un re che ai loro piedi supplica il perdono dei peccati delle anime purganti. La polvere offusca tutti i toni ingrigendoli e lo strappo presente in basso la mortifica e accade spesso che nessuno faccia più caso a quei toni tenui di primo Settecento.
Il giovane re ha posato la sua corona a terra e si rivolge alla Vergine non più come re ma come supplichevole e devoto figlio, affinché rivolga il suo sguardo alle anime supplicanti.
Il bisogno di purificazione cresce, è come una lenta e faticosa salita per raggiungere la leggerezza dell’anima, resa anche nel movimento ascensionale. Sorprende la somiglianza del nostro dipinto con quello della “Madonna del Suffragio con le anime del Purgatorio” nella medesima chiesa a Roma in Via Giulia, opera di Giuseppe Ghezzi del 1672, ma qui non c’è un re a raccomandarsi.
È probabile che il committente (Placidi?) si sia identificato nel re supplichevole, nella sua operosità verso i poveri di Sacrofano.
[…e non è detto che dietro quel dipinto possa trovarsi una dedica o una firma che dia voce alla storia…]

