Insegnare l’italiano ai lavoratori stranieri di Sacrofano, una buona idea

12/04/2026 | _n.1-2026

Conoscere la lingua è utile per comunicare, imparare, lavorare ma anche insegnare a rispettare le regole
di M F

“I corsi di lingua italiana che si tengono settimanalmente a cura dei volontari” – dice Massimo Silli, presidente dei Lions di Fornello e Sacrofano “impegnano ogni settimana circa 20 allievi, divisi in tre classi che corrispondono a tre livelli: base, intermedio e avanzato”. I corsi sono gratuiti, precisa Silli, si tengono presso la biblioteca comunale e svolgono una funzione sociale improntata al principio della convivenza civile, sotto l’egida dell’art. 3 della Costituzione, che sancisce l’uguaglianza di fronte alla Legge, senza distinzioni né sociali, né politiche, né religiose. Le norme che tutelano i diritti dei cittadini stranieri in Italia sono regolate dall’art. 10 della Costituzione. I primi due commi stabiliscono la tutela del diritto internazionale. In virtù di questa riserva rinforzata di legge, lo straniero comunque presente nel territorio dello Stato è titolare di diritti fondamentali, cioè di quei diritti e libertà che riguardano la tutela delle esigenze essenziali della condizione umana, i quali hanno una dimensione universalistica che supera il limite della territorialità e che prescinde dal legame di cittadinanza con un determinato ordinamento.

Ci si dimentica troppo spesso che tra la seconda metà dell’Ottocento e la metà del Novecento, che ha coinciso con la fine della Seconda guerra mondiale, più di 27 milioni di cittadini italiani sono emigrati, per fuggire dalla miseria e conquistare un reddito sufficiente a una vita dignitosa. Attualmente, ci sono italiani in tutti i 5 continenti e i loro discendenti quasi superano il numero dei residenti nella penisola. Ogni settimana, lavoratori di varie nazionalità si incontrano e formano le classi di italiano, a seconda del livello di conoscenza, con lo scopo di ottenere quella abilitazione che consenta loro il rinnovo del permesso di soggiorno e di lavoro nel nostro paese. Sono giovani di ambo i sessi che vengono dal Centro e Sud America, sono pakistani, cingalesi, ucraini, bielorussi, tutti spinti dalla necessità di parlare, scrivere, capire e farsi capire.

Conoscere e usare la lingua non è solo un valido strumento per trovare lavoro, capire le norme, imparare a rispettarle, ma è anche utile a farsi rispettare, cioè a trasmettere in modo comprensibile le proprie esigenze, e anche a saper tutelare i propri diritti. Secondo Massimo Silli, gli stessi imprenditori di Sacrofano favoriscono la partecipazione dei loro dipendenti stranieri ai corsi didattici di lingua italiana, perché questo permette la comprensione delle regole e delle procedure relative al loro lavoro quotidiano, oltre che facilitare l’inserimento nella comunità dei residenti. Il che dimostra che la conoscenza è uno dei pilastri della convivenza, l’istruzione dell’integrazione.

 

 

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