Il doposcuola con i *“nonni in prestito”*

01/09/2024 | La Scuola

Prima dei tutor e delle ripetizioni a pagamento chi ci aiutava a imparare le tabelline, i nomi dei fiumi e tanto altro? Quanto sarebbe importante per giovani e anziani collaborare?
di G. V.

In qualsiasi comunità il ruolo della scuola è fondamentale. Ma il termine “scuola”, oggi, che cosa significa? Se anni fa era associato soltanto alle ore spese in un istituto, ora comprende una serie di attività correlate, importanti tanto quanto il lavoro in classe. Il doposcuola, fra queste, è un servizio utile a migliaia di studenti. Attraverso uno studio sussidiario e organizzato in piccoli gruppi (o individuale), questa istituzione continua l’opera della scuola offrendo aiuto a ragazzi di ogni età e grado, allenando il loro spiri­to di collaborazione e agevolandoli nella comunicazione. Sarebbe importante, specialmente in una realtà piccola come Sacrofano, fornire agli studenti uno spazio per im­parare, conoscersi e condividere un’età cruciale. Il nostro paese dispone di una biblioteca di recente costruzione, luogo fa­cilmente raggiungibile dagli alunni delle scuole. Sarebbe il posto perfetto per lo sviluppo del progetto doposcuola. I tutor specia­lizzati che esercitano nel nostro paese avrebbero l’opportunità di avere una sede più grande e di aiutare, dunque, un numero più ampio di studenti. I genitori dei ragazzi saprebbero di poter usu­fruire di questo servizio, sostituendolo alle singole lezioni private troppo spesso alienanti e molto costose. Sicuramente servireb­bero dei volontari disposti ad aiutare i tutor nella pianificazione di questo programma, persone che possano allo stesso tempo aiutare i ragazzi e l’intera comunità. Ma quando eravamo bam­bini e la scuola non era nient’altro che un istituto, quando i tutor non esistevano e il doposcuola si improvvisava, per dire, ai giar­dinetti, chi ci aiutava a studiare? Grazie a chi, spesso, abbiamo imparato a fare le divisioni o a memorizzare i fiumi delle regioni italiane? Facile: ai propri nonni.Ecco, questa è la proposta: far sì che quei volontari possano essere le persone iscritte al centro anziani, ch e nel tempo libero potrebbero far parte di una realtà giovane e dinamica, diventare dei “nonni in prestito” che raccon­tano la storia e aiutano a memorizzare le tabelline. Fare questo significherebbe recuperare il bello di un passato a cui si può tor­nare, creare un importante contatto fra inesperienza e saggezza e riallacciare il rapporto ancestrale tra ciò che è già stato e quel che sarà. Pensateci.

Ultimi articoli

La solidarietà in cammino a Sacrofano

Ha avuto successo la VI edizione di Run4Hope che si è tenuta lo scorso 19 aprile Si sono dati appuntamento a Monte Sarapollo, presso gli impianti sportivi, da cui parte il sentiero attrezzato dal Comune che attraversa il bosco di Monte Musino, per arrivare a Pratarina...

Cinzia Venditti

È capogruppo di TekneKo, la società che gestisce la raccolta differenziata a Sacrofano. Risponde direttamente al direttore e ha la responsabilità operativa dei suoi 16 colleghi che ogni giorno vanno su e giù per le vie comunali a raccogliere i mastelli della...

Matteo Staffoli

Studente, lavoratore, sportivo, Matteo è in procinto di trasferirsi a Londra. Grazie al programma Erasmus+, il corso di laurea in Scienza Politiche potrebbe avere una marcia in più, in vista di un futuro professionale. Nel frattempo, lavora, e gioca a calcio, come...

Costanza Nanni

un diploma di scuola superiore, un buon eloquio, è una giovane donna, persona volitiva, dotata di empatia che la rende efficiente sul lavoro. È evidente che fare la cameriera è un impiego di passaggio; tuttavia, si fa ben volere perché sa gestire con garbo quelle...

Tutti gli articoli