Giulio Regeni – Tutto il male del mondo

12/04/2026 | _n.1-2026

In attesa che il Teatro Ilaria Alpi da spazio diventi un luogo anche per il cinema, segnaliamo un film che ci sarebbe piaciuto fosse proiettato a Sacrofano.

di Riccardio Tavani

Un film atteso da molto tempo, finalmente sugli schermi: e molto ben realizzato. Insieme a suo marito Claudio Regeni e all’avvocata Alessandra Ballerini, Paola Deffendi, la madre di Giulio, al Cinema Sacher, era insieme a Nanni Moretti, al regista e ai due sceneggiatori del film. Ci ha tenuto a precisare che si tratta di un documentario, intendendo che non si tratta di finzione filmica, ma di verità sulla vicenda e sulla figura reale di puro ricercatore universitario di Giulio Regeni. Allo stesso tempo ci sentiamo di dire che si tratta di un film di autentica e alta qualità cinematografica formale e non solo di contenuto. Perché è proprio nella cifra della forma squisitamente cinematografica che si sedimenta l’autenticità valoriale del suo contenuto. Fin dall’inizio gli autori ci restituiscono Il Cairo, attraverso ampie vedute e riprese con le sue luci notturne, che ci danno in senso della vastità ed enigmaticità della città, come metafora della dimensione reale e allo stesso tempo perturbante dello scenario in cui il 3 febbraio 2016 si consuma la tragedia di Giulio e ancora ne nasconde, ne nega pervicacemente la verità. Altre immagini non solo di repertorio, ma anche dal vivo di telefonini, con riprese sghembe di Giulio che rafforzano l’ineffabile senso di cronaca dell’inquietudine. Come se le ultime immagini sgranate di quel volto, rappresentassero quelle del suo fantasma insepolto che si aggira ancora tra quelle notturne strade cairote. Il regista Simone Manetti e i due sceneggiatori Emanuele Cava e Matteo Billi riassumono, sintetizzando con forza e lucidità espositiva, i punti cardinali della vicenda, collocandola sullo sfondo dei cruciali avvenimenti politici avvenuti in quegli anni in Egitto, dalla rivolta nel 2011 di Piazza Tahrjr, alla caduta del presidente Mubarak. Anche per chi ha seguito e si è appassionato alla vicenda di Giulio Regeni, il documentario offre un quadro prezioso del percorso realizzato e di quello ancora da compiere. Immancabile per tutte le persone che sentono ancora vivo sulla pelle lo strazio per questo nostro ragazzo di cielo, brutalmente torturato, assassinato e scaraventato di notte tra i calcinacci e la sporcizia della periferia del Cairo. Ma soprattutto nel baratro dei pensieri atroci e ciechi dei suoi assassini.  Distribuzione Fandango. Durata 105 minuti.

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